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ATTIVITA' |
| 25 05 2006 |
Liceo Classico "Lucrezio Caro" di Roma - aula magna: |
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RELAZIONE DELL’INTERVENTO DEL PROF. GIOVANNI DI PEIO (Vice Presidente Vicario del Comitato di Roma della “Dante Alighieri”). |
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Il 20 maggio si è tenuta presso il Liceo Classico “Lucrezio Caro” la
“Giornata della Dante – 2006”, organizzata dal Comitato di Roma, sul tema NEL CENTENARIO DEL CONFERIMENTO A GIOSUE CARDUCCI DEL PREMIO
NOBEL PER LA LETTERATURA.
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Dopo un’interessante illustrazione, rivolta ad una platea prevalentemente giovanile, delle finalità e delle iniziative della “Dante”,
il prof. Giovanni Di Peio, Vice Presidente Vicario
del Comitato di Roma, ha introdotto il tema della giornata, ricostruendo le circostanze nelle quali fu assegnato al Carducci e, per
suo mezzo, a tutta la cultura letteraria della nuova Italia, questo ambito riconoscimento internazionale. Per tale ricostruzione
l’oratore ha attinto alle pagine memoriali del barone de Bildt, Ministro di Svezia a Roma, che, il 10 dicembre 1906, visitò a Bologna
il vecchio poeta, impossibilitato a recarsi a Stoccolma, per porgergli ufficialmente la comunicazione del premio. Carducci, colpito
da paralisi nel 1899, era, infatti, ormai confinato su una poltrona e incontrava grandi difficoltà, non solo nella scrittura, ma anche
nella parola. Tuttavia, come ci racconta de Bildt, egli non mancò, in quell’occasione, di far trapelare i suoi sentimenti e il suo
stato d’animo nel quale, alla soddisfazione per il riconoscimento ricevuto, si univa la struggente consapevolezza del proprio declino
fisico.
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Dopo quest’intensa pagina di biografia carducciana, rivissuta sul filo di un’umanissima pietas, la Giornata ha avuto il suo momento
centrale nel percorso PERCHÉ TU MI CHIAMI POETA?, compiuto da 13 alunni
(foto 1 -
foto 2)
del Lucrezio Caro che, attraverso la lettura interpretativa di pagine particolarmente significative della
letteratura italiana, hanno ricostruito le tappe del processo attraverso il quale, tra Otto e Novecento, la poesia italiana si è
venuta via via allontanando dal grande maestro Carducci per sperimentare nuove sensibilità e nuovi linguaggi.
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La performance degli studenti, opportunamente guidati dalle professoresse Maria Matteocci ed Elena Zacchilli, ha avuto momenti di
particolare efficacia ed è culminata nella bellissima esecuzione del testo di Palazzeschi Lasciatemi divertire.
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L’incontro della “Dante” e del Comitato di Roma con uno dei licei più prestigiosi della capitale non poteva avere migliore coronamento.
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